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HIERA - Dall'archeologia del visibile all'archeologia dell'invisibile di Emilio Milana

Immagine del redattore: Antonietta Mazzeo
Antonietta Mazzeo
3 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

HIERA

Dall'archeologia del visibile all'archeologia dell'invisibile (di Emilio Milana)


di Antonietta Mazzeo

 

Non è certo semplice commentare l’opera di quello che, più che un amico è sempre stato, sotto vari aspetti, un punto di riferimento. Il rischio non risiede certo nella parzialità o nella faziosità, ma nella seduzione, a me nota, che Emilio esercita quando racconta la sua Sicilia; un topofilo nelle cui narrazioni, sempre descritte e rievocate con fascino e suggestione, rifulge il forte legame emotivo, sentimentale e culturale verso la sua terra d'origine.

 

La sua più recente pubblicazione, “HIERA - Dall'archeologia del visibile all'archeologia dell'invisibile”, si pone in naturale continuità, alla precedente “Hiera fu cartaginese? Una goccia di storia dell’isola cosiddetta Sacra” (2020), l’opera saggistica con la quale l’autore aveva esplorato e approfondito una parte importante della storia dell’isola conosciuta anticamente come Hierà Nésos (Isola Sacra), Marettimo, basata e ispirata dai ritrovamenti di ceramiche ascrivibili al periodo cartaginese, fatti da Emilio, in tre distinti siti archeologici fino ad allora sconosciuti; rappresentanti la più remota attestazione storica della traccia umana nell’Isola, costituiscono un elemento propositivo mirato a ricostruire la storia, l’economia e i commerci del bacino occidentale del Mediterraneo, tra il VI sec. a.C. e il V sec. d.C. e qualificare l’influsso avuto da Hiera e dalla contemporanea Cossyra.

 

Dal Visibile all'Invisibile: Il nucleo concettuale espresso nel sottotitolo si riferisce alla capacità di andare oltre le sole evidenze materiali ancora visibili in superficie (come i resti archeologici emersi), per indagare la fitta rete di relazioni storiche, rotte marine scomparse e significati sacri che il mare e il tempo hanno reso apparentemente "invisibili" ma che costituiscono l'identità profonda del luogo.

 

Questa opera successiva propone una rilettura di Hiera, viceversa focalizzata sulla geografica  di superfice, sulle evidenze materiali ancora visibili, come i resti archeologici emersi, tracce materiali evidenti dell’archeologia del visibile, e indaga i risvolti nascosti, i dettagli latenti e impercettibili, della fitta rete di relazioni storiche, di rotte marine scomparse e di reti di comunicazioni inavvertibili che combinavano la presenza fenicio-punica a crocevia strategici come Mozia, Cartagine e il resto dell'Occidente mediterraneo; l'archeologia dell'invisibile.

 

Il comandante ci guida con fermezza e senza esitazioni, tra flutti e scogliere, dall’archeologia del visibile a quella dell’invisibile e a quella del sapere e della cultura

“ .. dove il silenzio prende corpo e si fa presenza tangibile, come luce immanentemente mutabile da luogo a luogo, riuscendo a cambiare finanche i colori…”

 

Ogni isola è una domanda che affiora nel mare, ogni approdo è consapevolezza.

 

 HIERA

Dall'archeologia del visibile all'archeologia dell'invisibile

di Emilio Milana

Màrgana Edizioni

Anno di edizione: 2026

L'opera è disponibile per la consultazione e l'approfondimento all'interno della comunità scientifica sulla piattaforma Academia.edu.

 

Emilio Milana, classe 1945, Egadiano. ingegnere optoelettronico, velista, sommelier. Vive a Bologna. Dopo numerose pubblicazioni scientifiche, ha esordito nella saggistica con la “Scia dei tetraedri”, un libro di storia, gastronomia e antropologia, premiato al “Bancarella della cucina 2009” (Pontremoli) e al “Premio del Museo 2010 (Roma)

 

Bibliografia

·       HIERA - Dall'archeologia del visibile all'archeologia dell'invisibile (2026)

·       Una chiesa ritrovata - La chiesa di Marettimo Maria SS delle Grazie (2022

·       Hiera fu cartaginese? Una goccia di storia dell’isola cosiddetta Sacra” (2020)

·       Tra le vele del tempo e della storia (2011)

·       33 cunti - La scia dei tetraedri nel mare gastronomico delle Egadi (2008)

 

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