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Nuovi appuntamenti per il vino di Romagna




A 60 anni dalla sua fondazione, il Consorzio Vini di Romagna, è oggi più che mai impegnato per valorizzare il patrimonio enologico zonale.

Il nuovo Marchio depositato “Rocche di Romagna” arricchisce le sottozone vitivinicole del Sangiovese di Romagna. Il progetto della Fondazione Consorzio vini di Romagna promuove le selezioni e punta ad arricchire la crescita culturale di un territorio, patria di vini rossi. “Che siano o meno associati al consorzio - dichiara Ruenza Santandrea, Presidente del Consorzio Vini di Romagna - tutti i produttori potranno utilizzare le sottozone, che non solo, identificheranno una zona delimitata, ma comunicheranno le differenti caratteristiche specifiche del vino.


Di fatto, gli studi dimostrano come ogni singola particella cambia conformazione e conseguentemente anche il vino. La relazione dell’Agronomo e Enologo Francesco Bordini spiega come il medesimo vitigno (sangiovese) possa cambiare carattere in tutte le sue sfumature in base alle zone di coltivazione.


La variabilità territoriale si esprime tramite le principali varietà viticole su di esse insediatesi, i vini raccontano i principali descrittori organolettici, che danno un’immagine visiva di immediata acquisizione. Le descrizioni ci aiutano a far emergere il binomio vitigno/ambiente, escludendo le eventuali variabili derivanti da tecnologie viticole ed enologiche.


Analizzando la mappa regionale vediamo di fatto che:

• Dalla composizione di terre calcaree ne deriva un vino dal colore rosso rubino di corpo, e gradazione alcolica medio-elevata, le note aromatiche saranno originate dalla fermentazione, che favorisce la formazione di esteri ed acetati. Le note floreali subiranno delle trasformazioni; la caratteristica viola lascerà il posto alla rosa, (macerazioni più lunghe) le sensazioni di ciliegia e prugna, si trasformano in aromi di confetture, a conferma della gradazione raggiunta. Il quadro aromatico si completa con note speziate sia derivate da aromi primari (rotundone) che secondari (vaniglia) o legate alla tostatura del legno (liquirizia), per sottolineare l’importanza del legno per uno sviluppo equilibrato e armonico del vino.


• Terre dei marnosi arenacei caratteri distintivi del Sangiovese in Romagna sono completati da altre tipologie derivate da uve allevate in suoli distinti dalle Terre: nel cesenate, si presenta più vegetale e speziato, nel faentino e nell’imolese meno strutturato ma con maggiori note fruttate e floreali.


• Nel forlivese i suoli vitati occupano la parte collinare del territorio e il Sangiovese esprime al meglio le proprie caratteristiche varietali distinguendosi da quello di Rimini più corposo e strutturato, e da quello di altre parti della regione dove si presenta con una struttura più semplice. La dotazione antocianica e quella tannica sono la base per un rosso rubino intenso con riflessi violacei, con note floreali dalla caratteristica viola. La componente olfattiva ricca di fruttata dove sono maggiormente riscontrabili le sensazioni primarie di frutti rossi (lampone, ciliegia, mora) completate dalla presenza di confettura. Nette note di vegetali e note speziate se pur meno intense che nel riminese.


• Terre rosse tra la via Emilia, Dozza, Imola e Faenza su terreni di argille evolute ricche di ferro ossidato, si ottengono vini ricchi di frutto e note evolutive.


• Dalle terre brune tra la via Emilia e la linea dei calanchi, con suoli argillosi fertili e poveri di calcare, si ottengono vini di buon frutto e concentrazione.


• Zona di argille azzurre e grigie, dalla via Emilia da Bologna a Rimini zona ricca di calcare a volte anche sodio si ottengono vini ricchi di colore, potenza, concentrazione e tannini potenti.


• Terre ocra calcaree fossilifere, Calanchi tra Forlì e Cesena composizione del terreno da impasti di sabbie gialle, argille e calcare marino, vini sapidi con frutto e tannino intenso.


• La Marna gessosa zona tra Brisighella, Predappio, Verrucchio Gemmano, dove troviamo suolo argilloso ricco di solfato di calcio, vini molto ricchi di frutto, potenza con tannini eleganti.


• La marna Arenaria in Appennino ad un’altitudine di 300 mt circa con suolo di sabbia e argille otteniamo vini eleganti, minerali poco colorati i derivati dalle sabbie, e vini potenti e dalle argille.


Il Decreto Ministeriale del 6/06/2022 ha introdotto diverse novità sulle Sottozone, modificando il disciplinare di produzione della DOC “Romagna”, introducendo i Romagna Bianco e Rosato, fermo e frizzante, alle versioni spumante. il Romagna Rosso, il Bianco Sottozona a Brisighella, Oriolo, Modigliana, Castrocaro e Longiano, il Centesimino Oriolo, il Famoso Mercato Saraceno; allargando il sistema delle Sottozone, che da 12 passano a 16: Imola, Verucchio, Coriano e San Clemente si aggiungono così a Serra, Brisighella, Oriolo, Marzeno, Modigliana, Castrocaro, Predappio, Meldola, Bertinoro, Cesena, Mercato Saraceno, Longiano.


Per rendere ancora più incisiva la promozione di questo patrimonio vitivinicolo unico, il Consorzio Vini di Romagna ha realizzato il marchio collettivo “Rocche di Romagna” per evidenziare le produzioni di Romagna Sangiovese Sottozona e Sottozona Riserva. Sin dal 1970 venivano indicati con il termine Rocche i cru di Romagna; successivamente il marchio “Rocca”, depositato dal Consorzio, poteva essere vantato in etichetta dai vini che avevano ottenuto almeno 80 punti in degustazione alla cieca nelle commissioni di certificazione.




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