• Vinoè di Antonietta Mazzeo

ROSÀ 2018 - Rosato frizzante secco - Lambrusco di Sorbara DOP - Cantina Garuti

ROSÀ 2018

Rosato frizzante secco

Lambrusco di Sorbara DOP

Cantina Garuti

Lambrusco di Sorbara 100%

Area di produzione comune di Bomporto (MO)

Gradazione alcolica: 11% vol.

"... Mai nome più appropriato per un vino, Rosà, di fatto rosa, brillante e brioso. I profumi ci riportano al suo nome, Rosà; rosa, fiori e frutti rossi, meravigliosamente in armonia. Il gusto è fresco, accattivante, nota tipica del Lambrusco di Sorbara, che ci riporta alla terra d’origine, “questa è la mia terra, ma puoi apprezzarmi in qualunque posto nel mondo, mi riconoscerai ovunque” gustosamente sapido, avvolge e coinvolge i sensi, inebriati dalla sua personalità ... "

(Antonietta Mazzeo)

4 generazioni dedite al Lambrusco. Oggi, un’azienda composta per lo più, da signore.


I Lambruschi Garuti nascono dalla lungimiranza di Dante che fondò la cantina intorno al 1920 in un lembo di terra tra i più felici per questo vitigno. Figli, nipoti e pronipoti hanno accolto e cresciuto il patrimonio di saperi, innovando e costruendo un progetto di vita e d’impresa che coinvolge e unisce tutta la famiglia.

Oggi la Cantina è emblema di una simbiosi perfetta tra la produzione di un prodotto della tradizione, con una radicata identità, e le innovazioni che consentono a un’impresa di mantenersi e crescere sul mercato, portando il proprio positivo contributo alla comunità. La strada tracciata dei predecessori Dante, Elio e Romeo non lascia incertezze sulle scelte del futuro: più volte insigniti delle onorificenze al merito della Repubblica Italiana di Commendatore, Ufficiale e Cavaliere, questi uomini tenaci e appassionati rappresentano ancora oggi l’esempio vivo di una dedizione al territorio – mai sfruttato ma preservato – di una vocazione al lavoro che ha coinvolto tutte le loro risorse umane e famigliari, unita a una totale devozione al Lambrusco, un vino amato fino all’ultimo sorso.

Il terroir del Lambrusco I Lambruschi più pregiati nascono da un terroir ad altissima vocazione, proprio a Sorbara (MO), località nota per l’omonimo Lambrusco. Nel corso dei secoli i fiumi Secchia e Panaro, che qui per alcuni chilometri si avvicinano fin quasi a toccarsi, hanno reso fertile questa “terra di mezzo” rendendo il fondo sciolto, sabbioso, permeabile e ricco di potassio. L’uomo ha poi plasmato di frutteti e vigneti un paesaggio unico, dagli orizzonti aperti e interrotti solo da casolari ed enormi piante autoctone: pioppi, olmi, querce, a cui ha maritato spesso le viti. Infine il clima dalle forti escursioni stagionali, mitigate dalla presenza dei due fiumi, completa l’opera naturale e umana che permette il miracolo del Lambrusco. Essendo il vitigno Lambrusco di Sorbara ermafrodito, da sempre si ricorre alla tecnica dell’impollinazione coltivandolo a fianco del vitigno Lambrusco Salamino di Santa Croce. In tempi antichi le piante dei diversi vitigni venivano piantate fianco a fianco e vendemmiate insieme. Oggi si coltivano due filoni di Sorbara accanto ad uno di Salamino.


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